Donna con camicia gialla sgargiante e capelli afro
Hairstyling | Acconciature anni 70

Moda e capelli negli anni 70

 

Per quanto riguarda moda e stile, gli anni 70 sono noti per le discoteche e il glam rock. I giovani hanno sconvolto la società con le loro acconciature e il loro stile creativo, unico, colorato e a volte esagerato. La tendenza al volume e al mosso (si pensi alle Charlie’s Angels) è evidente, anche se il liscio si fa strada sia sui capelli lunghissimi che su quelli corti con lo stile shag. Il moderno stile rétro ispirato agli anni 70 è più pulito e leggero: scopriamolo!

 

Moda e acconciature anni 70

Innanzitutto facciamo un bel tuffo nella moda anni 70: gli outfit erano unici, esagerati e difficilmente passavano inosservati. Negli anni 70, le persone amavano i colori saturi, i modelli appariscenti e i materiali resistenti. Tra gli outfit più alla moda c’erano ampi colletti, gonne corte e scarpe con plateau. Si possono distinguere tre diverse linee di tendenza nella moda anni 70: quella hippie, affermatasi già negli anni 60, caratterizzata da gonne colorate e spesso lunghe fino alle caviglie, pantaloni a zampa e frequenti contaminazioni da altre culture, specialmente da quelle dei nativi americani. È la cultura di Woodstock. Dall’altra, il glam nelle discoteche: camicie dai colori sgargianti, materiali scintillanti e lustrini, tacchi larghi e ben visibili per le calzature da uomo: basta guardare “La febbre del sabato sera” per farsi un’idea! Infine, l’altra linea di tendenza che si afferma è quella dell’abbigliamento sportivo, dei jeans e delle t-shirt, delle sneakers, e dei capi di abbigliamento che prima erano esclusivamente riservati all’intimità di casa o alle attività sportive.

 

Ora passiamo più nello specifico alle acconciature anni 70: ovviamente tenendo conto del fatto che non si può ridurre un’intera epoca a sole due o tre acconciature, possiamo tuttavia tentare di dare una panoramica di tre tra i look più popolari in quegli anni.

Capelli anni 70/1: look afro

Donna con capelli afro
© Shutterstock / NeonShot

Iniziamo dai capelli vero e proprio emblema dell’epoca: i capelli afro super voluminosi, che si sviluppano come un enorme pallone intorno alla testa. L’emblema di questa acconciatura è Angela Davis. Questa acconciatura era non soltanto uno stile, ma un segno tangibile dell’affermazione della propria identità. È un tipo di acconciatura che richiede capelli molto ricci, anche se si può comunque realizzare stendendo le spirali con appositi ferri, allungando i capelli e creando l’effetto ricercato. L’interpretazione di questa acconciatura è oggi meno rigida e geometrica, sicuramente con un effetto di maggiore leggerezza.

Capelli anni 70/2: capelli lunghi leggermente mossi con frangia alla Jane Birkin

Donna con capelli lunghi leggermente mossi e frangia
© Getty Images / SanneBerg

Tipici degli anni 70 sono anche i capelli lunghi lisci, sciolti, solitamente con la frangia, a volte abbinati ad accessori quali fasce e bandane per capelli. Il look è particolarmente adatto a capelli con diverse sfumature, per esempio con un layage.

 

Lo stile semplice di Jane Birkin, con i suoi capelli lunghi e biondi leggermente scalati e la frangia è rimasto comunque l’icona di un’epoca. Questo taglio liscio e lungo con frangia è un sempreverde che non passa mai di moda, anche perché si può interpretare in mille modi: frangia piena, corta, scalata, a tendina, e chi più ne ha più ne metta!

Capelli anni 70/3: il taglio shag

Donna con capelli biondi fino alle spalle e taglio shag
© Shutterstock / ginger_polina_bublik

Il taglio shag è davvero tipico degli anni 70. In genere su capelli corti o medio lunghi, consiste nel creare una sorta di calotta in alto, di solito con frangia, che poi si alleggerisce man mano che scende. Le interpretazioni possono essere molteplici e il taglio shag si può realizzare sia coi capelli lisci che con quelli mossi. Tuttavia è fondamentale un po’ di movimento nelle lunghezze. Le interpretazioni moderne, pur mantenendo il concetto del maggiore volume in alto, tendono a stemperare la differenza tra alto e basso, diminuendo l’effetto calotta.